Elezioni: non sono tutti uguali

Siamo alle solite, la campagna elettorale, all’insegna della caccia alle streghe, della ricerca del colpevole da mettere alla gogna mediatica e di botte da orbi, è caratterizzata da fake, gossip e colpi bassi più che da programmi; per non parlare dei ritorni di fiamma tra divorziati politici, il figliuol prodigo, la pecorella smarrita, la riesumazione delle mummie, brodi riscaldati e insalatone miste… chi più ne ha ne metta!

“Ciò che spaventa, però, è il probabile astensionismo elevato”, mi diceva il Dott. A., un docente di scienze della comunicazione. “È il messaggio che sta passando ad essere pericoloso: da destra a sinistra, passando per il centro, sono tutti uguali!”.

Ci siamo soffermati sul “tanto sono tutti uguali” per ovvie ragioni di riferimento alla novità che oggi è rappresentata dal Movimento 5 Stelle; novità intesa come la possibilità di cambiare.

I partiti tradizionali hanno ben poco, ormai, da rilanciare visto il decadimento del Paese. “Non ne hanno indovinata una! oppure è un progetto ben architettettato” aggiungeva A. non ritenendosi affatto un complottista.

“Sanno bene, loro che hanno governato per decenni, che il M5S ha buone probabilità di successo, di salire al colle, e di formare il nuovo governo, non da solo, ma sarà il primo partito!”. Poi ha concluso prima di salutarci: “Che la gente sia stanca e sfiduciata, non c’è dubbio ma far passare in modo generalizzato che i governanti siano tutti uguali è una delle peggiori meschinità, è come dire: inutile andare a votare, sono come noi!”.

Non sono tutti uguali!

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