Europee del 26 maggio 2019

Esiste una forza al Governo che gli italiani hanno votato il 4 marzo 2018: quella che vuole restituire ciò che le precedenti scelte politiche hanno loro usurpato, per divenire l’oggetto dei privilegi di caste, massoni, lobbisti e mafiosi.

Il 22 marzo 2017 il Movimento 5 Stelle ha simbolicamente circondato il Parlamento chiedendo nuove elezioni: in quella occasione non si sono risparmiati cori come : “Via la mafia dallo Stato!”. Noi c’eravamo a Roma, dove la manifestazione pacifica chiedeva di esercitare un diritto sacrosanto (ma il Governo di allora mantenne la posizione per garantirsi il vitalizio). Con noi là, Ferdinando Imposimato, compianto Presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione: “È una dittatura dolce di 10 anni!”

Più di un anno dopo il M5S era comunque al Governo, dopo estenuanti tentativi per formarlo.

Oggi dove sono quegli elettori, protagonisti del cambiamento?

Chi ha vinto e chi ha perso le elezioni europee?

Ha vinto la testardaggine, la volubilità e la smemoratezza della gente: chiediamo loro se sono stati toccati i compensi dei parlamentari?

Ha vinto ancora una volta l’inesperienza mista alla difficoltà di veicolare “la verità” tramite i media classici (ancora in mano ai padroni dell’informazione): il M5S ha sbagliato nella nomina della presidenza RAI?

Ha vinto la volubilità degli italiani, frutto dell’impazienza da “esasperazione”: politiche errate per 40 anni da modificare e cancellare in meno di uno?

Ha vinto ancora una volta la politica del terrore: l’immigrato è l’uomo pericoloso (come quando ai bambini si incuteva timore chiamando l’uomo nero per impaurirli e bloccarli)?

Ha vinto la poltrona quella che accomoda e rilassa?

Ha vinto l’interesse privato su quello pubblico?

Allora chi ha perso?

LA CULTURA !!!

Si! Perché ci vogliono sudditi ignoranti, gregge non pensante che ha bisogno di un pastore che li guidi! Bella considerazione per il cittadino!

L’informazione tendeziosa e deviante ha preso il sopravvento a danno dell’immagine del Movimento, sfruttando tutte le debolezze del cittadino medio.

Nella piattaforma Rousseau, la scorsa settimana, oltre il 48% degli attivisti votanti, ha scelto la destinazione dei 2 milioni di euro, provenienti dai tagli agli stipendi dei propri parlamentari, a favore delle classi economiche e sociali più deboli perché accedono all’istruzione.

Cosa vuol significare?

I media non raccontano ciò che noi attivisti insieme decidiamo!

Dunque, sappiamo come combattere la disinformazione:

uso della rete e salvaguardia dell’immagine del Movimento allontanandosi da chi non gode di affidabilità e stima o da chi assume atteggiamenti ambigui.

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