Impianto di incenerimento, interrogazione urgente

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GRUPPO  MOVIMENTO 5 STELLE

Via Capruzzi n° 212 – BARI

 

Al Presidente del Consiglio Regionale

Mario Loizzo

e.p.c

Al Presidente della Regione Puglia

Michele Emiliano

 

All’Assessore alla Qualità dell’Ambiente

Domenico Santorsola

 

Oggetto: Interrogazione urgente – Impianto di trattamento e coincenerimento di rifiuti non pericolosi e pericolosi impianto di digestione anaerobica della FORSUa Bari

I sottoscritti Consiglieri Regionali Antonio Salvatore Trevisi, Mario Conca, Antonella Laricchia componenti del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, espongono quanto segue,

 

PREMESSO CHE:

  • la Società NEWO spa ha presentato, presso la Regione Puglia, domanda coordinata di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell’art. 23 D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e dell’art. 4 comma 6 lett. b) della L.R. 11/2001 e s.m.i.e di Autorizzazione Integrata Ambientale ai sensi dell’art. 29-ter D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. per la realizzazione e l’esercizio di un’installazione destinata all’attività di trattamento e coincenerimento dirifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per il recupero di energia di CO2 e la produzione di rifiuti cessati, localizzata nella zona industriale del Comune di Bari;
  • nel luglio 2012 l’Amiu spa di Bari ha presentato al Ministero dello Sviluppo economico nell’ambito del Programma operativo interregionale “Energie Rinnovabili e risparmio energetico” (POI Energie)il progetto per la realizzazione di un impianto di “digestione” anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani con recupero del biogas per la produzione di energia elettrica per un megawatt, e successivo avviamento del “digestato” alla produzione di compost di qualità. Il progetto, predisposto dalla direzione aziendale coadiuvata dai tecnici di Amiu e localizzato nella sede Amiunella zona industriale di Bari, ha ottenuto un finanziamento di 11 milioni di euro (di cui 2,2 per impianti e 8,8 di finanziamento agevolato) a fronte di un valore complessivo dell’opera stimata in 18 milioni di euro. Con Determinazione del Dirigente del Servizio Ecologia n. 161 del 20 novembre 2014 il progetto di realizzazione di un impianto di digestione anaerobica della FORSU da RD per produzione di compost con recupero energetico ha ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale.Nel mese di aprile 2015 è stato pubblicato il bando di gara per i lavori di realizzazione del suddetto impianto.

 

CONSIDERATO CHE:

  • l’impianto di coincenerimentosuddetto utilizza la tecnologia di Ossicombustione “Flameless”secondo il processo ISOTHERM di ITEA S.p.A. Attraverso la suddetta tecnologia il recupero del rifiuto di alimento consente: la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica per l’utilizzo tecnico da parte di terzi; la produzione di materiale vetroso utilizzabile in sostituzione di materia prima vergine nel settore edilizio; la produzione di energia elettrica. Tale capacità di recuperoinquadra l’installazione nella definizione di impianto di coincenerimento ex art. 237-ter lett. c) del D.Lgs.152/06 e s.m.i., in quanto, la sua funzione principale, consiste nella produzione di energia e di materiali;
  • nonostante la tecnologia utilizzata sia all’avanguardia e permetta di ridurre al minimo le emissioni, vista la tipologia dell’impianto sono numerose le sostanze nocive che, seppure entro i limiti di legge, saranno emesse dall’impianto una volta a regime, tra queste NO2, SO2, NH3, CO, PM10, PM2.5, Benzene, Benzo(a)pirene, Piombo, Arsenico, Cadmio, Nichel,Mercurio,Cromio, diossine, IPA, TOC, Acidi. Inoltre, ci saranno ricadute negative relativamente alle emissioni odorigene e di campi elettromagnetici e a quelle legate all’aumento del traffico veicolare;
  • l’utilizzo dell’ossicombustione in impianti di generazione elettrica è stato testato solo su impianti di piccola scala, inoltre potrebbero rilevarsi rischi connessi alla tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 qualiil rilascio imprevisto di massicci quantitativi di CO2 in seguito ad eventi geologici o altre modificazioni delle strutture di contenimento e una graduale e silente fuoriuscita in atmosfera prolungata nel tempo;
  • la presenza del nuovo impianto di compostaggio dell’AMIU nella stessa zona interessata dall’impianto di coincenerimento aumenta la percentuale e la concentrazione delle emissioni inquinanti,che potrebbero compromettere tutte le matrici ambientali, e dell’impatto odorigeno sui recettori che si trovano nelle immediate vicinanze della zona ASI (tra i quali i cittadini del Comune di Modugno, delle aree residenziali dei quartieri San Paolo e Fesca di Bari, gli utenti e gli impiegati del vicino centro commerciale e dell’Ospedale San Paolo);
  • a differenza dall’impianto di compostaggio della società Tersan di Modugno,l’impianto comunale dell’Amiu sembrerebbe destinato ad accogliere tutta la frazione organica prodotta nel Comune di Bari anche quella che presenta impurità, non assicurando la buona qualità del compost prodotto in uscita. La tecnologia prevista per l’impianto Amiu che prevede la digestione anaerobica della FORSU con produzione di gas (da convertire in energia elettrica) e di digestato (da sottoporre a processo di compostaggio, con recupero di materia e produzione di ammendante compostato)contribuirà ad aumentare le emissioni inquinanti prodotte dai gas bruciati e del percolato liquido prodotto. Inoltre, per il digestatodovrà comunque essere prevista una linea di compostaggio aerobico, per evitare che il digestatopresenti problemi di microrganismi patogeni e inquinare le colture.

 

CONSIDERATO ALTRESI’ CHE:

  • secondo lo schema di DPCM recante l’individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché l’individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento, la Regione Puglia è stata individuata per la realizzazione di una capacità di trattamento pari a 70.000 t/a di rifiuti urbani e assimilati attraverso il potenziamento degli impianti di incenerimento esistenti;
  • il DPCM 7 marzo 2016, al fine di realizzare un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ha effettuato una ricognizione dell’offerta esistente ed individuato il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica articolato per regioni. Per la Regione Puglia si evince che la capacità totale degli impianti di compostaggio e di digestione anaerobica esistenti è di 495.092 t/a, mentre il fabbisogno teorico previsto è compreso tra 449.911-531.714 t/a. Pertanto, gli impianti esistenti risultano sufficienti a coprire il fabbisogno previsto, senza considerare il fatto che la ricognizione effettuata dal Decreto non comprende gli impianti di compostaggio prossimi ad entrare in esercizio e sui quali stanno ricadendo numerose proteste (è questo il caso degli impianti di Erchie e Grumo Appula);
  • il territorio nel quale sorgeranno gli impianti in oggetto risulta già notevolmente compromesso dal punto di vista ambientale tanto che l’ARPA Puglia nel Piano regionale sulla qualità dell’aria ha classificato i Comuni di Bari e Modugno nella Zona C;
  • a Modugno è già presente l’impianto di compostaggio aerobico della società Tersan, ilpiù grande d’Italia con 600 tonnellate di capacità di trattamento al giorno, che ha creato malcontento tra i cittadini del Comune di Modugno per le sue forti emissioni odorigene confermate tra l’altro in una relazione dell’Arpa Puglia, datata marzo 2014;
  • l’attività del suddetto impianto è stata sospesa per 30 giorni a partire dal 18 aprile 2016 con provvedimento del Dirigente della Sezione Rischio industriale-Servizio Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della Regione Puglia,in quanto l’impianto non ha rispettato il limite di concentrazione di odori di 300 ouE per metro cubo, come previsto nell’Aia rilasciata il 7 agosto 2015, registrando in data 3 febbraio 2016una ‘concentrazione di odore’ pari a 1812 ouE al metro cubo;

 

RITENUTO OPPORTUNO:

  • individuare modelli più sostenibili di gestione dei rifiuti e alternative impiantistiche molto meno costose, più utili ai fini del recupero di materia e meno impattanti dal punto di vista ambientale;
  • valutare l’effettivo fabbisogno di impianti di compostaggio anche in considerazione di quanto dichiarato dall’Assessore Santorsolacon riferimento ad un’interrogazione del gruppo consiliare del M5S in merito al dimensionamento e allo stato di funzionamento dei sistemi per il trattamento della frazione organica in cui si evince chela Regione presenta una sovrabbondanza di impianti per il trattamento di rifiuti organici. L’Assessore ha infatti comunicato che il Piano di gestione dei rifiuti stima una produzione a regime di frazione organica pari a 530 mila tonnellate annue, tuttavia sulla base dei dati dell’ecotassa 2015 la produzione si attesta nell’ordine di 159 mila tonnellate l’anno e la dotazione impiantistica attualmente autorizzata sul territorio pugliese ha una capacità di assorbimento pari a 560 mila tonnellate, ben al di sopra di quanto attualmente conferito;
  • assicurare una limitazione del ricorso all’incenerimento come previsto dalle più recenti misure europee che incoraggiano gli Stati Membri ad introdurre disincentivi economici per l’incenerimento e come affermato dallo stesso Presidente Emiliano che in data 5 febbraio 2016 affermava: “ribadisco, inoltre, la contrarietà della Regione Puglia non solo alla costruzione di nuovi impianti, ma anche ad ogni ipotesi di ampliamento degli impianti di incenerimento attualmente in esercizio nel nostro territorio. Ci opporremo a questa ipotesi con ogni mezzo giudiziario a nostra disposizione“;
  • coinvolgere la cittadinanza interessata dalla realizzazione dei suddetti impianti, considerato che, stando agli ultimi dati epidemiologici si riscontra un’incidenza preoccupante dei fattori inquinanti prodotti da tali impianti, diossina ed emissioni odorigene, nell’insorgenza di malattie gravi. Si ricorda, inoltre, che la Convenzione di Aarhus, ratificata in Italia con legge n. 108/2001, sancisce il diritto all’informazione ambientale e stabilisce il principio che il cittadino ha diritto ad essere informato, a partecipare e ad essere coinvolto e consultato nelle scelte ambientali che lo riguardano e che toccano la salute e l’ambiente;
  • valutare opportunamente i rischi per la salute delle popolazioni coinvolte attraverso un puntuale studio epidemiologico dell’area interessata dalla realizzazione degli impianti a cura degli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni, visto che il territorio interessato dalla realizzazione degli impianti in oggetto risulta già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale.

INTERROGANO LA GIUNTA E L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere:

  • se la Regione abbia opportunamente valutato il complessivo potenziale impatto ambientale e sanitario dovuto alla realizzazione dell’impianto di coincenerimento della società Newo e dell’impianto di digestione anaerobica dell’Amiu di Bari entrambi collocati nella zona Asi di Bari e prossimi al Comune di Modugno che ospita già l’impianto di compostaggio della società Tersan, considerato che il territorio interessato risulta uno dei siti con maggiori criticità ambientali in Puglia;
  • se non ritengano eccessiva la costruzione di nuovi impianti di trattamento della frazione organica, considerata la sovrabbondanza nel territorio regionale di tali impianti rispetto all’attuale ed effettivo fabbisogno;
  • se ritengano opportuna la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento visto il fabbisogno effettivo individuato dal Governo e le dichiarazioni del Presidente Emiliano in cui si dice assolutamente contrario alla realizzazione e alle ipotesi di ampliamento degli impianti di incenerimento;
  • quali siano le previsioni della nuova programmazione regionale in merito alla realizzazione di nuovi impianti di compostaggio nella Città metropolitana di Bari e quale sia la capacità di conferimento prevista per gli stessi;
  • se intendano garantire un ampio coinvolgimento e una maggiore rappresentanza di tutti i soggetti interessati dalla realizzazione degli impianti in oggetto, nel dovuto rispetto di tutta la normativa posta a tutela della salute e dell’ambiente;
  • quali iniziative di competenza la Giunta e l’Assessore intendano adottare per garantire il giusto equilibrio fra le esigenze di smaltimento dei rifiuti incombenti sulla Regione Puglia e il livello di protezione della salute e dell’ambiente.

 

I Consiglieri Regionali M5S

Antonio SalvatoreTrevisi

Mario Conca

Antonella Laricchia

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Un pensiero riguardo “Impianto di incenerimento, interrogazione urgente

  • 10 maggio 2018 in 16:41
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    La tecnologia di Ossicombustione “Flameless” secondo il processo ISOTHERM di ITEA S.p.A. oramai è una tecnologia datata … molto datata (vedasi impianto a Singapore del sito web della stessa ITEA).
    Come mai la stessa ITEA e consociate: Centro Combustione Ambiente e Ansaldo Nucleare; per l’incenerimento su Gioia del Colle di sostanze pericolose e non, hanno avuto accesso ai finanziamenti pubblici (di tutti noi – n.d.r.) pare 10 milioni di euro per il sol fatto che la combustione su Gioia del Colle, a differenza dell’incenerimento previsto a Modugno, è dichiarata “sperimentazione” ?.
    In sostanza da un canto utilizzo da anni “la bicicletta” …. per poi ad un certo punto accedere con successo ai finanziamenti pubblici per ” sperimentarne l’utilizzo della ruota” ….. mah!!

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