La transumanza degli ulivi

Divagando tra le notizie, ecco spuntarne una che ha dell’incredibile:

ulivi in (bella) mostra nel cuore di Milano.

Ai piedi del Duomo, nelle vicinanze delle mete dello shopping e della Milano da bere, dando colore e calore alla città, si notano degli ulivi di chissà quale discutibile provenienza, come lieta sorpresa rispetto al grigiore dello smog e della vita di plastica!

Può essere Milano un habitat naturale per queste piante preziose e secolari?

Che paradosso! Mentre al Sud si combatte l’infame Xylella, la causa della morte della pianta e del suo prezioso frutto (l’olio d’oliva è l’oro pugliese), qualche estroverso artista (se così può definirsi!), decide invece di far “emigrare” questi esemplari viventi nel mezzo di una città che di vita di campagna e di agricoltura vera ne sa poco quanto niente, valori autentici ed inestimabili.

L’anima si agita e scatena rabbia pura quando ci si accorge della presenza di alberi addirittura sospesi in aria, appesi al centro di una grande sala con le radici in basso lontane da quella che era un tempo la naturale amorevole dimora: la Madre Terra!

Cosa vuole rappresentare quell’immagine: sradicare dalla radice qualcosa che non ci deve più appartenere?

I valori storici, reali ed affettivi, non possono essere trattati come merce da mercato!

Queste immagini di pessimo gusto rappresentano uno schiaffo alla nostra storia e alle nostre tradizioni meridionali, quelle del duro lavoro, dell’arte culinaria e dell’essere mediterranei!

Spero che i Ministeri competenti facciano luce su questa “barbaria” che sa di deportazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.