Nel triangolo della finanza

L’Europa ha lanciato l’allarme “governo populista” dopo le elezioni del 4 marzo 2018. Cosa ci sarebbe di male? Forse una volta tanto gli italiani hanno mostrato di avere senno o si è trattato della solita sterile protesta?

Probabilmente si sta costruendo una coscienza populista ed è questo il timore dell’UE, della finanza speculativa e della BCE.

Sembra il triangolo delle Bermuda: se lo conosci lo eviti.

Se fosse stata protesta, il voto degli italiani sarebbe passato dall’area renziana a quella berlusconiana. Così non è stato. Ad ogni modo il M5S da solo resta il primo suffragato da Nord a Sud.

Cosa rappresenta per gli italiani questa scelta di campo? Lotta ai vitalizi, ai privilegi di casta, alle pensioni gonfiate, alla finanza speculativa, alle regole UE inapplicabili nel nostro Paese.

I cittadini si aspettano leggi che favoriscano occupazione, anche per coloro che a mezza età non lo hanno più, politiche per le famiglie, una sanità più equa, investimenti per l’istruzione e la ricerca. In parole povere: rispettare la Costituzione italiana!

Queste politiche non potranno prendere vita se non ci si confronta con l’Europa.

Le politiche della gestione PD sono state improntate sulla difesa delle banche seguendo le regole dell’UE. Finché il risultato fosse stato quello di favorire il ruolo del credito rivolto ad imprese e famiglie, probabilmente una ragione valida ai sacrifici degli italiani ci potrebbe stare ma l’aiuto è stato evidentemente un salvagente per evitare il fallimento del sistema a garanzia della BCE. Certo, le politiche agressive della finanza speculativa fatta di indici e poco di sostanza reale, hanno letteralmente divorato le proprietà di famiglie ed imprese. Le ferree regole europee chiedono alle banche garanzie reali a fronte dei prestiti per i finanziamenti alla clientela. Per di più, l’UE impone che un credito deteriorato inesigibile entro due anni debba essere eliminato dal bilancio, a meno che non abbia una garanzia reale e sia esigibile entro sette anni.
In altri termini cosa succederebbe se una famiglia o un’impresa fosse in difficoltà finanziaria?

L’Europa dovrebbe puntare l’attenzione sui crediti derivanti dalla finanzia speculativa e non su quelli a base reale (che hanno un patrimonio di fondo). Lasciando la finanza speculativa libera di agire indisturbata, le banche avranno continuamente necessità di ossigeno, a svantaggio di famiglie, pensionati, imprese, salute, istruzione, ambiente.

Un esempio pratico: una banca che dichiara minori utili per effetto di minori crediti non più a bilancio, verserà meno tasse alle casse dell’Erario. Chi dovrà sopperire ai minor introiti perché i privilegi di casta siano ancora garantiti? Proprio quelli che non dicono NO all’Europa!

La lotta alle disuguaglianze va fatta con leggi più giuste ma con decisione anche nei confronti dell’UE.

Rispetto al populismo, la verità dietro al timore europeo di come possa imporsi politicamente, sta nella presa di coscienza che può dilagare: un cittadino in difficoltà che protesta non è pericoloso ma lo diventa quando diventa consapevole di una crisi indotta dai poteri forti della finanza mondiale volta a concentrare le ricchezze in poche mani.

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