Petrolio, siamo al punto critico?

Petrolio: siamo al Punto Critico?

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ASPO ITALIA - Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio

ll Petrolio è una cosa importante !!!

 

Non esiste nessun’alternativa al petrolio
che sia altrettanto versatile, efficiente e a
basso costo

 

  • Il 33% di tutta l’energia primaria mondiale viene dal petrolio
  • Il 90% di tutta l’energia usata per i trasporti viene dal petrolio
  • Il 65% del petrolio viene usato per fare carburanti
  • Del restante si fa energia elettrica, riscaldamento degli edifici, asfalti, materie plastiche, fertilizzanti, prodotti chimici, medicinali, gomma, lubrificanti, vernici, solventi, cosmetici, ecc.

 

 

Consumiamo 3,5 litri di petrolio al giorno

Consumo di petrolio medio giornaliero per persona in Italia
1 litro di petrolio = 33 Eurocent (prezzo Brent 3/3/2015)
3,5 litri di petrolio = 1.17 Euro

Consumiamo un barile di petrolio ogni mese e mezzo

1 barile=159 litri

Consumo di petrolio mensile medio per persona in Italia
Circa 50-60 Euro

Consumiamo una piccola autocisterna per famiglia all’anno

Consumo di petrolio annuale medio per una famiglia di 4 persone in Italia: 5040 litri
Circa 1350 Euro ai prezzi del 3/3/2015

Un mare di Petrolio

 

 

Il mondo consuma 33 miliardi di barili di petrolio all’anno (2013).
Spesa mondiale: circa 3500 miliardi di dollari, ovvero 2600 miliardi di Euro (2013)

Il prezzo del Petrolio è salito dal 2004 in poi.

Perché ?

Secondo quello che si legge sui giornali, gli aumenti dei prezzi sono sempre dovuti a fattori estemporanei, attentati, crisi politiche, eventi particolari.
In realtà dal 2004 l’aumento dei prezzi non è imputabile a nessuna crisi che abbia coinvolto in modo significativo la produzione petrolifera.
E’ possibile che gli aumenti dei prezzi siano dovuti all’esaurimento del petrolio ?

Proprio nel 2005 il Petrolio “convenzionale” ha raggiunto il picco.

Il petrolio “convenzionale” è quello estratto dai tradizionali giacimenti di greggio (rocce permabili), ed è la categoria di petrolio che ha sostenuto sinora lo sviluppo globale. Dal 2005 in poi la copertura della domanda è stata assicurata con l’incremento di combustibili liquidi diversi dal petrolio convenzionale: ad es. il Light Tight Oil estratto con il fracking negli USA, i biocombustibili e il sincrude derivante dal trattamento delle sabbie bituminose. La produzione di questi combustibili è mediamente ben più costosa, sia in termini economici che energetici, rispetto al petrolio convenzionale, da cui l’aumento dei prezzi.

Il greggio e l’economia italiana

(anno 2013)

Produzione nazionale: 42 milioni
Consumo nazionale: 477 milioni
Durata riserve a consumo 2013 meno di 2 anni
Import di petrolio 2013 € 33 miliardi
Export Commerciale Italiano (2013) = € 389 miliardi
Considerando anche le altre fonti energetiche importate (gas, carbone, elettricità), nel 2013, la bolletta energetica italiana è stata di circa 54 miliardi di Euro. (Fonti: BP Statistical review 2014, Annuario Statistico Istat 2014)

Domanda: quanto durerà il petrolio?

Risposta: dipende

  • Dipende da quanto petrolio rimane da estrarre
  • Dipende dalla velocità con la quale lo estrarremo.
  • Dipende dal livello di costo che potremo sopportare.

 

 

Siamo partiti con una quantità limitata di petrolio

I dati sono incerti, ma già a partire dagli anni ’60, le stime delle risorse petrolifere globali si erano stabilizzate intorno a un valore medio di circa 2.000 miliardi di barili. Non è vero che al tempo delle crisi del petrolio (1974-1979) si temesse di essere già arrivati alla “fine del petrolio”.
Dati da C. Campbell – ASPO

E ne rimane sempre meno

Le scoperte di nuovi giacimenti hanno raggiunto il loro massimo storico verso la metà degli anni ’60.

Da allora sono in declino.

E’ dal 1984 che si consuma più petrolio di quanto non se ne trova.

FACCIAMO un po’ di conti GLOBALI !!!

  • Il totale estraibile di petrolio convenzionale è intorno ai 2.000 miliardi di barili
  • Fino ad oggi, abbiamo estratto circa 1000 miliardi di barili
  • Stiamo consumando circa 33 miliardi di barili all’anno
  • Dunque, ci rimangono 30 anni

 

  • Giusto ??? 

    Non è così semplice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La produzione di petrolio non è mai stata costante nella storia, sia a causa dell’espansione economica sia dell’aumento della popolazione mondiale.
Perciò, non ha senso parlare di “30 anni di riserve al ritmo di produzione attuale”

La domanda giusta è, invece: “Quanto petrolio potremo produrre nel futuro e a che costi ?”

Come varierà la produzione ?
A: Crescita rapida seguita da collasso

B: Produzione costante, seguita da collasso

C: La produzione passa per un massimo, poi cala gradualmente.

Secondo il “modello di Hubbert”, il caso “C” è quello giusto.

La scoperta di Hubbert

Questo è il grafico originale che il geologo M. King Hubbert pubblicò nel 1956.

Hubbert prevedeva che la produzione di petrolio dai pozzi petroliferi americani avrebbe seguito una “curva a campana” (o gaussiana), passando per un massimo tra il 1965 e il 1970. A quel tempo, nessuno ci credette.

Hubbert aveva ragione !!!

La curva della produzione degli USA ha raggiunto il picco nel 1971, 15 anni dopo la previsione di Hubbert. Successivamente iniziarono le estrazioni in Alaska ma la produzione tornò a scendere negli anni ’80. Si prevede che il tight oil (da scisti) possa riportare tra qualche anno la produzione vicino al picco del 1971 ma non a superarlo.

La Spiegazione della teoria di Hubbert: il modello “battaglia navale” (*)

Inizialmente, è facile trovare i pozzi più grandi, un po’ come nella battaglia navale si colpiscono più facilmente le navi più grandi.
Via via che i pozzi grandi si esauriscono, bisogna cercare e sfruttare pozzi piccoli, e questo costa più caro.
A un certo punto, i costi diventano talmente alti che la produzione comincia a diminuire.
Questo effetto è la base della teoria di Hubbert che dice che la produzione di una risorsa esauribile passa per un massimo e poi tende a calare.

(*) Da un’idea di Terenzio Longobardi

Previsioni Globali !!!

Il modello di Hubbert può essere utilizzato per prevedere non tanto l’andamento della produzione mondiale di petrolio, quanto piuttosto il momento in cui lo scollamento tra domanda e offerta inizia a creare problemi all’economia.

Un esempio è la volatilità dei prezzi, che in effetti è aumentata negli ultimi anni.

Nel grafico soprastante manca la produzione di Tight Oil negli USA che, grazie agli elevati prezzi del barile sino a metà del 2014, ha permesso di incrementare temporaneamente la produzione.

Tra il 2018 e il 2020 gli USA potrebbero produrre per qualche anno complessivamente la stessa quantità di petroli che producevano nel 1970 !!!

E POI ???

C. Campbell, ASPO


Il picco di Hubbert: da vacche grasse a vacche magre

 

Prima del picco:
l’offerta prevale sulla domanda:
i prezzi sono bassi e tutto va bene
Dopo il picco:
la domanda prevale sull’offerta:
I prezzi aumentano e i tempi si fanno duri e DRAMMATICI !!!

Cosa possiamo aspettarci dopo il picco ?

  • Difficoltà a mettere in produzione nuovi giacimenti, costi di produzione in salita e rallentamento dell’offerta.
  • Alta volatilità nel prezzo del petrolio, con tendenza sul medio termine al rialzo.
  • Aumento dell’incidenza della spesa per combustibili rispetto al reddito disponibile del cittadino medio.
  • Aumento del rischio di crisi, recessioni, instabilità politica, disordini sociali e guerra per le risorse_

 

E’ comunque difficile fare previsioni. E’ la prima volta che si verifica un fenomeno di tale portata.

E’ stato bello finchè è durato !!!

Comunque vada, l’era dei combustibili fossili è destinata ad esaurirsi in tempi brevissimi in confronto alla durata della civiltà umana.

Potremo rimpiazzare – in parte – il petrolio con altri combustibili fossili.

Ma il picco del gas naturale si verificherà solo pochi anni dopo quello del petrolio. Il picco del carbone potrebbe essere più lontano, alcuni decenni, ma il carbone è anche il combustibile che genera più gas serra di tutti e il suo uso generalizzato potrebbe causare gravi danni al pianeta.

Per cui, si pone la necessità di trovare sorgenti di energia che non siano soggette a esaurimento.

Il primo passo per risolvere un problema è rendersi conto che esistono le soluzioni !!!

 

 

 

Ricordiamoci che il sole e il vento non sono soggetti al picco di Hubbert !!!

 

FONTE: http://www.aspoitalia.it

 

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