Petrolio: danno ambientale occultato!

Fracking Estrazione Petrolio
Fracking Estrazione Petrolio

La cosa che si tenta di voler nascondere è il GRAVE danno ambientale ACCERTATO,
commesso in passato ed ancora in corso in Basilicata. Infatti pochi parlano dell’indagine della Procura che riguarda la frode di classificazione delle acque di lavorazione per la REINIEZIONE.

TECNICA DELLA REINIEZIONE: Normativa italiana – Fonte ENI

È ora che si sappia di cosa si tratta e cosa è accaduto.

Sembra che la classificazione delle acque per la reiniezione nei pozzi sia stata falsificata e siano state classificate acque appartenenti alla categoria, che doveva essere smaltita come rifiuto pericoloso, in acqua che si poteva reiniettare nei pozzi.
Cosi le acque PERICOLOSE sono state reiniettate nei POZZI DEL GREGGIO, inquinando le falde acquifere che riforniscono il Pertusillo.
Con la divisione dal petrolio, l’acqua (quest’ultima divenuta più fluida), oltrepassa il bacino di estrazione del greggio, finendo nelle falde acquifere.

Pertanto, le multinazionali lobbistiche non hanno altri interessi che “derubarci” della risorsa senza preoccuparsi dell’ambiente deturpato ed inquinato, oltre al rischio della salute dei cittadini.

In tutto questo silenzio, l’Istituzione si rende complice di una scelta economica folle contro ogni principio legato al benessere del Paese e dei cittadini e dello stesso progresso.

Il Fatto Quotidiano scriveva a gennaio del 2015 come la Basilicata ricevesse poco a fronte di tutto il petrolio dato e, oltre al danno economico, anche la beffa dell’inquinamento disastroso

Se la “famiglia” Rockefeller sta rivolgendo i propri interessi verso le energie alternative, disinvestendo le produzioni fossili, diversamente accade in Italia dove sono incentivate (o imposte dall’esterno?) le attenzioni verso le estrazioni fossili.

Chi si troverà in giusto anticipo rispetto alle scelte che condizioneranno i prossimi 30 anni?

Anche i paesi scandinavi hanno già indirizzato le proprie scelte verso le fonti alternative. L’Italia, invece, resterà di questo passo il fanalino di coda perché le “lobbies del petrolio” non impongono le scelte al Governo: sono nel Governo!

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