Referendum costituzionale: le ragioni del NO!

NO alla riforma costituzionale
NO alla riforma costituzionale

Il 28 giugno 2016, presso l’Oratorio di Via X Marzo, si è tenuto l’incontro con la cittadinanza di Modugno voluto dal Sindaco Nicola Magrone perché siano chiare:

le ragioni per votare NO alla riforma della Costituzione

e per dire NO alle logiche della casta, del modo dittatoriale di governare, dell’elusione del diritto dei cittadini di partecipare alla vita politica attraverso le elezioni…

Nel suo intervento conclusivo, il Sindaco ha sottolineato come la Giustizia sia lenta di fronte alle necessità, anche impellenti, dei cittadini.
La risposta alle accuse, rivoltegli da più fronti circa le responsabilità sulla questione Tersan Puglia (e le continue molestie olfattive), è prontamente arrivata, anzi, è stata spunto per dimostrare che i diritti sacri sanciti dalla Costituzione vengono sistematicamente messi in discussione ed in pericolo tale che sarebbero assassinati se dovesse passare la riforma costituzionale.
Le responsabilità delle decisioni regionali rimbalzano tra i vari ricorsi tanto che il trascorrere del tempo vanifica ogni intervento risolutivo, ovvero fare attività imprenditoriale senza danneggiare la salute dei cittadini.
La riforma della Costituzione mira a modificare la modalità di applicazione delle norme atte a garantire i diritti inalienabili da Essa sanciti, che, così di fatto, non sarebbero più tali.
Un riferimento, a noi attivisti del blog modugno5stelle.it presenti in sala e molto gradito, è stato dal Sindaco rivolto a Beppe Grillo ed al Movimento 5 Stelle, unica forza politica che cerca in Italia di scardinare un sistema di accordi di parte che dal Governo Centrale (illegittimamente nato) muove ramificandosi sino alle periferie locali come avveniva nel medioevo.
Dalla cittadinanza ci si aspetta una massiccia partecipazione al voto e al NO perché Modugno sia un esempio di amministrazione comunale basata sul rispetto dei principi della Costituzione, stesso motore propulsivo del Movimento dallo stesso primo cittadino creato oltre 30 anni fa per la difesa della Carta Costituzionale.

Precedenti, altrettanto interessanti ed esaustivi, sono stati gli interventi dell’Assessore ai Servizi Sociali, Rosa Scardigno, prima, e del Penalista Michele D’oronzo, dopo.
Enunciando i principi cardine della Costituzione, l’Assessore Scardigno forniva un’analisi dal punto di vista sociale di quella che sarebbe la ricaduta in termini di diritti della persona difficili da garantire se dovesse passare questa riforma.
L’Avvocato D’oronzo specificava, appunto, le contraddizioni del quesito referendario rispetto a quanto invece viene tanto pubblicizzato dalle forze politiche favorevoli allo stravolgimento costituzionale, affinché il cittadino fosse adeguatamente edotto e consapevole prima di esercitare il diritto di voto.

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