Storie di ordinaria malattia

“Non dirmi nulla!” sono state le sue parole. F., un amico, che non incontravo da tanto. Ci si ritrova ad un funerale, non in un bar di fronte ad un caffè. Il defunto, un caro amico.

“Tumore!”.

Quasi ci fai l’abitudine, ormai a Modugno nemmeno si contano i casi. Te ne accorgi quando vai in visita al cimitero.

“Ah, se si contassero!”, mi dice. “Ho mia moglie che sta lottando da due anni”.

Abbiamo preso a raccontarci storie conosciute di altrettanti amici o parenti. Anche casi di tumori neonatali! Per alcuni letali, per altri bambini sono problemi che restano a vita e per qualche più fortunato un incubo alle spalle.

Perché a Modugno ci si ammala: leucemie, cancro, tiroiditi, all’ordine del giorno!

F. fa una riflessione: “Perché gli insediamenti inquinanti li vogliono sempre qui?”. Siamo giunti alla conclusione che qui “il danno” non sembra!

Uno più, uno meno, cosa cambia. L’energia elettrica al Nord, le malattie a Modugno, tanto per ricordare vecchie battaglie ambientaliste andate a farsi benedire grazie alla firma di amministratori senza scrupoli.

“Sai F., non sono immortali!”, affermo, riferendomi ai politici corrotti e senza coscienza. Anche loro avranno la fine che meritano ma intanto non possiamo e non dobbiamo accettare che loro decidano della nostra morte.

Perché è questione di vita o di morte.

Sappiamo delle vicende della NEWO, dell’insediamento di ossicombustione che ha ottenuto già l’Autorizzazione Integrata Ambientale dalla Regione Puglia.

Dove? Cittadino modugnese, dietro la porta di casa tua!

Sappilo!

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